Il magazine per autori e autrici
Capitolo I: Mestiere e pratica
Dalla prima frase al manoscritto finito: strumenti, abitudini e la forma in cui un testo arriva sulla scrivania di un editore.
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La cartella editoriale: 1.800 battute, impostazione e calcolo del manoscritto
La cartella editoriale è l’unità con cui redazioni, traduttori e case editrici misurano un testo in Italia. Quanto vale, come si imposta, come si calcola la lunghezza del Suo manoscritto e quando serve davvero.
5 min di lettura · Aggiornato il 23 settembre 2026

Chi propone un manoscritto a una casa editrice o partecipa a un premio letterario si sente chiedere prima o poi: quante cartelle è lungo il testo? Non si intende il numero di pagine del programma di videoscrittura, né quello del futuro libro, ma un’unità di calcolo fissa, che rende i testi confrontabili qualunque sia il carattere o il formato in cui sono stati scritti.
La definizione: 1.800 battute spazi inclusi
Una cartella editoriale corrisponde a 1.800 battute spazi inclusi, cioè 30 righe da 60 battute. Una battuta è ogni carattere: lettere, cifre, segni di punteggiatura e anche ogni spazio. La misura risale ai tempi della macchina da scrivere, quando ogni tasto aveva la stessa larghezza e una riga conteneva davvero 60 battute.
Oggi nessuno batte più a macchina, ma l’unità è rimasta. È semplice, non dipende dal carattere né dai margini, e tutti in redazione sanno che cosa significa.
Come si imposta una cartella
Nella pratica italiana la cartella è soprattutto un’unità di calcolo: molte case editrici accettano qualunque impaginazione pulita e contano le battute. Se però Le viene chiesto un testo impostato a cartella, questi valori si avvicinano molto alla misura di 30 × 60:
| Elemento | Impostazione abituale |
|---|---|
| Formato | A4, verticale |
| Carattere | Un carattere a spaziatura fissa come Courier New, corpo 12 |
| Interlinea | 1,5 |
| Righe per pagina | 30 |
| Battute per riga | al massimo 60 |
| Margini | circa 2,5 cm, a destra anche di più per le note della redazione |
| Allineamento | a sinistra, senza sillabazione automatica |
| Intestazione | Titolo, nome e numero di pagina |
Per un invio ordinario, senza una richiesta precisa, basta un’impaginazione sobria: Times New Roman o Garamond in corpo 12, interlinea 1,5, rientro all’inizio del paragrafo, pagine numerate. Le cartelle si indicano comunque a parte, calcolate sulle battute.
Curi anche la coerenza dei dialoghi. In Italia si usano le virgolette basse «…» oppure il trattino lungo, a seconda della casa editrice; ciò che conta in un manoscritto è sceglierne uno e mantenerlo dall’inizio alla fine. Chi legge proposte ogni giorno nota subito un testo che alterna segni diversi.
Calcolare le cartelle
Non occorre reimpaginare il manoscritto per conoscerne la lunghezza. Basta il numero di caratteri spazi inclusi che ogni programma di scrittura mostra nel conteggio delle parole.
In Word lo trova nel riquadro del conteggio parole, alla voce «Caratteri (spazi inclusi)»; LibreOffice e Pages offrono lo stesso dato. Faccia attenzione a non prendere per sbaglio il valore senza spazi, che è sensibilmente più basso: su un romanzo di media lunghezza la differenza può arrivare a una quarantina di cartelle.
A differenza di altri mercati, in Italia la cartella si calcola di norma in modo puramente aritmetico: battute diviso 1.800. Per orientarsi, molti romanzi per adulti si collocano di solito tra 200 e 400 cartelle; la narrativa per ragazzi è spesso più breve, il fantasy e il romanzo storico più lunghi.
Quando serve la cartella
- Proposte alle case editrici e alle agenzie: molte chiedono la lunghezza complessiva e un estratto delle prime cartelle, insieme alla sinossi.
- Premi e concorsi letterari: i bandi fissano spesso una lunghezza minima o massima in battute o in cartelle.
- Traduzione, editing e correzione di bozze: i compensi si concordano di solito a cartella.
- Pianificazione: conoscere le cartelle aiuta a stimare i tempi di lavoro, il costo di un editing e lo spessore del futuro libro.
Per scrivere, invece, la cartella non serve. Lavori nella vista in cui si trova meglio e imposti il testo solo quando è pronto a spedirlo.
Errori frequenti
- Indicare le pagine del programma di scrittura. Dipendono da carattere, margini e interlinea e non dicono nulla della lunghezza.
- Contare i caratteri senza spazi. La cartella si calcola sulle battute spazi inclusi.
- Impaginare il manoscritto come un libro. Capolettera, caratteri decorativi e fregi appartengono al libro finito, non alla proposta.
- Lasciare una riga vuota tra tutti i paragrafi. Si usa il rientro; la riga vuota segnala solo un cambio di scena.
- Confondere le unità. La cartella da 1.800 battute non è il feuillet francese da 1.500: se lavora con l’estero, chiarisca sempre quale si intende.
Prima dell’invio
- Battute spazi inclusi annotate
- Cartelle calcolate con ÷ 1.800 e indicate nella lettera
- Impaginazione sobria: corpo 12, interlinea 1,5, rientri, pagine numerate
- Titolo, nome e numero di pagina nell’intestazione
- Estratto esattamente della lunghezza richiesta
- Indicazioni della casa editrice o del bando lette e rispettate
Domande frequenti
Quante battute ha una cartella editoriale?
1.800 battute spazi inclusi, cioè 30 righe da 60 battute. In Italia la cartella si calcola di norma dividendo le battute totali per 1.800.
Quante cartelle ha un romanzo?
Dipende molto dal genere. Molti romanzi per adulti stanno tra 200 e 400 cartelle; la narrativa per ragazzi è spesso più breve, fantasy e romanzi storici più lunghi. Contano le indicazioni della casa editrice o del bando.
Devo impaginare tutto il manoscritto a cartella?
Solo se viene richiesto espressamente. Nella maggior parte dei casi basta un’impaginazione pulita, con le cartelle calcolate sulle battute e indicate nella lettera di presentazione.
Capitolo II: Drammaturgia e personaggi
Che cosa regge una storia: tensione, svolte e personaggi i cui desideri muovono la trama.
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Capitolo III: Mondi letterari
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