Il magazine per autori e autrici
Capitolo I: Mestiere e pratica
Dalla prima frase al manoscritto finito: strumenti, abitudini e la forma in cui un testo arriva sulla scrivania di un editore.
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Capitolo II: Drammaturgia e personaggi
Che cosa regge una storia: tensione, svolte e personaggi i cui desideri muovono la trama.
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La scheda personaggio: come creare personaggi con spessore
Una buona scheda personaggio non è un elenco con colore degli occhi e piatto preferito, ma uno strumento che genera trama. Che cosa deve contenere, come si legano obiettivo, ferita e bisogno e come usarla mentre scrive.
6 min di lettura · Aggiornato il 23 settembre 2026
I lettori perdonano molto a un romanzo, ma di rado un personaggio a cui non credono. Un personaggio credibile agisce per ragioni che si capiscono anche quando non si condividono. Sorprende senza sembrare arbitrario, e cambia perché la storia lo costringe a farlo.
La scheda personaggio è il foglio di lavoro su cui Lei costruisce un personaggio così. Molti modelli in rete sono lunghi questionari su altezza, colore dei capelli e segno zodiacale. Non è sbagliato, ma non crea spessore. Lo spessore nasce quando la scheda chiede che cosa spinge il personaggio e che cosa lo trattiene.
A che cosa serve una scheda personaggio
Una scheda svolge due compiti. Prima della stesura La aiuta a conoscere il personaggio abbastanza da sapere come reagirebbe in qualsiasi scena. Durante la stesura fa da promemoria, perché non si insinuino contraddizioni: colore degli occhi, età, fratelli, cicatrici, modo di parlare.
Conta l’ordine delle domande. I tratti fisici si possono aggiungere in qualsiasi momento. Le domande interiori, invece, decidono quali scene scriverà, e per questo vengono prima.
Che cosa deve contenere la scheda
| Voce | Domande guida |
|---|---|
| Dati di base | Nome, età, provenienza, mestiere, ruolo nella storia |
| Aspetto | Che cosa si nota per primo? Quale dettaglio descriverebbe un estraneo? |
| Obiettivo | Che cosa vuole ottenere il personaggio in questa storia, in modo concreto e verificabile? |
| Ferita | Quale evento del passato lo segna ancora oggi? |
| Falsa convinzione | Quale convinzione ha tratto da quella ferita? |
| Bisogno | Che cosa dovrebbe riconoscere o cambiare per guarire davvero? |
| Voce | Come parla? Quali parole usa, quali mai? |
| Relazioni | Di chi si fida, di chi ha paura, a chi deve qualcosa? |
| Contraddizioni | Dove agisce contro l’immagine che ha di sé? |
Obiettivo, ferita e bisogno
Questi tre concetti sono il cuore della scheda. Dal loro gioco nasce l’arco del personaggio, cioè la sua evoluzione dalla prima all’ultima pagina.
- L’obiettivo è ciò che il personaggio persegue consapevolmente: catturare l’assassino, salvare l’azienda, riconquistare una sorella. Muove la trama esterna.
- La ferita è un vecchio dolore da cui il personaggio si è difeso. Ne nasce spesso una falsa convinzione su di sé o sul mondo, che la manualistica anglosassone chiama the lie, la menzogna; per esempio: chi si affida agli altri finisce abbandonato.
- Il bisogno è ciò di cui il personaggio ha davvero bisogno, per lo più senza saperlo. Spesso contrasta con l’obiettivo o con la falsa convinzione.
Non tutti i personaggi devono cambiare. Esistono grandi romanzi con personaggi che restano uguali e trasformano invece ciò che li circonda, o che falliscono davanti alla propria ferita. Anche allora la scheda aiuta: mostra quale evoluzione Lei nega al personaggio, e perché.
La voce di un personaggio
Un personaggio con spessore non suona come nessun altro. Lo si vede meno nelle manie vistose che nei dettagli: la lunghezza delle frasi, il lessico, ciò che dice e ciò che tace. Una chirurga non descrive una ferita come un bambino; un personaggio di Napoli non impreca come uno di Milano.
Annoti nella scheda alcune espressioni tipiche, e anche parole che il personaggio non userebbe mai. Una prova collaudata: copra le didascalie di un dialogo, quelle con il verbo dichiarativo. Se riconosce ancora chi parla, i Suoi personaggi hanno una voce propria.
Relazioni e antagonisti
I personaggi si rivelano davanti agli altri. Per ogni relazione importante annoti che cosa lega i due e che cosa si frappone tra loro. I secondari più fecondi incarnano il bisogno del protagonista o ne confermano la falsa convinzione.
Anche l’antagonista merita una scheda completa. Un avversario con un obiettivo comprensibile e una ferita propria è più minaccioso di un semplice cattivo, perché si capisce perché non cederà. Come questi conflitti si compongono in una struttura solida lo spiega l’articolo Che cos’è la trama?.
Usare la scheda durante la scrittura
Una scheda personaggio non è un modulo da compilare una volta e archiviare. Dà il meglio durante la stesura e la revisione:
- Prima di una scena: che cosa vuole qui il personaggio, e in che modo la scena tocca la sua ferita?
- Davanti a una decisione: agirebbe davvero così, o lo fa perché la trama ne ha bisogno?
- In revisione: aspetto, età e passato coincidono in tutti i capitoli?
- Dopo la prima stesura: aggiorni la scheda. I personaggi cambiano mentre li si scrive, e la scheda deve mostrare chi sono diventati.
Errori frequenti
- La scheda come curriculum. Pagine di biografia con voti scolastici e film preferiti danno l’impressione di lavorare, ma raramente generano anche una sola scena. Per ogni voce si chieda se può innescare un’azione.
- Il personaggio senza difetti. Un’eroina senza debolezze non ha nulla da superare. La ferita e la falsa convinzione non sono difetti del progetto, ne sono il motore.
- Il passato nel primo capitolo. Ciò che sta nella scheda non deve finire nelle prime pagine. La ferita colpisce di più quando si mostra prima nel comportamento e si spiega solo più tardi.
- Tutti parlano allo stesso modo. Se ogni personaggio usa le stesse espressioni della voce narrante, la voce dedicata al modo di parlare è rimasta vuota.
- L’antagonista senza scheda. Un cattivo che è cattivo solo perché la trama lo richiede indebolisce anche il protagonista, che con lui si misura.
La Sua scheda è pronta quando
- l’obiettivo del personaggio sta in una frase
- la ferita e la falsa convinzione che ne deriva hanno un nome
- il bisogno contrasta con l’obiettivo o con la convinzione
- conosce due o tre espressioni tipiche del personaggio
- le relazioni principali sono annotate con la loro tensione
- anche l’antagonista ha un obiettivo proprio
Domande frequenti
Quanto dettagliata deve essere una scheda personaggio?
Quanto Le serve per scrivere. Per i protagonisti conviene una scheda approfondita con obiettivo, ferita, bisogno, voce e relazioni; per i personaggi secondari bastano spesso poche righe.
È meglio preparare la scheda prima o dopo la prima stesura?
Funzionano entrambe le strade. Chi pianifica la prepara prima. Chi scopre la storia scrivendo la compila durante o dopo la prima stesura e la usa in revisione.
Che differenza c’è tra obiettivo e bisogno?
L’obiettivo è ciò che il personaggio vuole consapevolmente. Il bisogno è ciò che gli serve davvero, spesso senza che lo sappia. La tensione tra i due regge l’arco del personaggio.
Capitolo III: Mondi letterari
Le leggi di ogni genere, dal thriller al libro per ragazzi, e quando conviene infrangerle di proposito.
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